|
[galleries]
The Afeman Goes Live!
Parole di Davide Per descrivere un'esperienza come quella vissuta venerdì 15 ottobre al Lab 12 di Vigevano avrei forse bisogno di un 'nuovo set di parole' da aggiungere al mio vocabolario... Non è infatti facile addentrarsi nella descrizione di un viaggio onirico durato un'ora. Già il colpo d'occhio sulla strumentazione predispone ad un evento memorabile. Vedo infatti schierate molte delle 'dream machines' attraverso le quali Andrea Marutti ha prodotto grande musica lungo un arco di tempo che sfiora i dieci anni di attività. E vedo Andrea dietro alla plancia di comando, pronto a farci saltare nell'iperspazio, con la consapevolezza di avere il controllo completo su ogni dispositivo. Il seminterrato del Lab 12 è veramente stipato di persone venute qui per lui... e questo lo si percepisce dal religioso silenzio che precede l'esibizione. L'ambientazione ha un sapore quasi mistico, con la postazione di Andrea in una sorta di abside drappeggiato ed illuminato da candele e candelabri, quasi si dovesse assistere ad un rito che immagino pagano. Davanti al muro di synth e campionatori un grosso televisore trasmette un video preparato per l'occasione che per tutta la durata del concerto sarà sincronizzato alla perfezione con la musica, contribuendo ad amplificare o dirigere la marea di emozioni che già solo i suoni fanno scaturire. L'inizio è spiazzante, con un campione generato da un tuning impazzito di una radio che lascia presto il posto alle atmosfere liquide e morbide di Never Known, uno dei suoi alter ego. La musica si insinua dapprima dolcemente nei pensieri di noi spettatori e a poco a poco se ne impossessa totalmente. Un flusso di suoni apparentemente statico riempie la sala, ma si tratta solo di un'impressione: il cambiamento è continuo e multiforme; si raggiungono vette di lancinante emotività quando nel video scorrono le immagini dell'infanzia di Andrea, e si immagina di essere al centro di una galassia in lenta rotazione, all'interno di un'astronave alla deriva quando sullo schermo passano le immagini che hanno per titolo 'Gateway to the Stars'. Al centro esatto di tutto questo Andrea passa con disinvoltura dal campionatore ai synth, e per qualche minuto alla chitarra elettrica da cui fa scaturire una movenza tellurica, un suono profondo e basso che pare emergere proprio dalle viscere della terra. E ancora lo vediamo cimentarsi con esperimenti elettroacustici quando opera su di un vecchio PC aperto e dotato di microfoni a contatto e su di un apparecchio odontoiatrico che nelle sue mani diventa un perfetto generatore di drones... Intanto il video mostra un filmato realizzato dai logoplasm in cui immagini ravvicinate e rallenate di un bosco sembrano voler dare voce insieme alla musica ad un universo tenue e nascosto, forse separato da noi ma vicino e a volte necessario. Credo che tutti i presenti concorderanno nell'affermare però che il culmine di tutto il concerto si raggiunge quando sul video scorrono immagini tratte da un episodio del cartone animato 'Conan', in cui il protagonista sembra morire incatenato sul fondo del mare. La musica in questo momento si fa struggente, commuove fin quasi alle lacrime. Poi però la liberazione, la risalita verso la luce, verso l'aria, la superficie. Mi sono trovato quasi senza fiato a questo punto. E ancora una sopresa: Andrea estrae un cavo dal suo synth analogico e
tenendone l'estremità nella mano destra ne fa scaturire attraverso
il pollice suoni incredibili che sfociano poi in un ritmo che ricorda
i Pan Sonic mentre la mano sinistra si muove sui tasti del synth producendo
una tenue melodia. Al termine dell'esibizione Andrea esce dalla sua postazione
e, mentre i suoi drones si avviano lentamente a spegnersi, si inginocchia
di fronte ad una chitarra acustica sul pavimento, facendo cadere una pioggia
di chicchi di riso sulle corde e producendo un dolce suono cristallino
di ticchettii e scrosci armonici. |